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Autore: Paola Emilia Cicerone – Articolo tratto dal Venerdì di Repubblica del 28/04/2006



Combatte l’ipertensione, migliora la capacità respiratoria, riduce stress ed insonnia e mantiene mobili le articolazioni. Per di più non costa nulla o quasi.  Una nuova pillola magica. No, si tratta del Tai Chi.
L’antica arte marziale che tanto successo sta ottenendo in Occidente, proprio per le sue virtù terapeutiche oramai confermate da decine di studi scientifici. Virtù che saranno celebrate domani, sabato 29 aprile in occasione della Giornata Mondiale del Tai Chi.
L’iniziativa che ha il patrocinio dell’ONU, è all’ottava edizione e prevede seminari e attività dimostrative in oltre sessanta paesi.
Ma a che cosa si deve l’efficacia del Tai Chi? “Non si tratta solo di un valido metodo di rilassamento”, risponde F. Bottaccioli, Presidente della società italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia ed espero di Medicina Cinese. “ Il Tai Chi è anche un’attività fisica di cui beneficiano il sistema cardiorespiratorio e muscolo scheletrico. Viene da dire che se fosse brevettabile sarebbe un farmaco diffuso come l’Aspirina”.
Eppure in Italia questa Disciplina antichissima e relativamente poco conosciuta e poco praticata. E anche in Oriente il suo rilancio è abbastanza recente: fu infatti Mao Zedong che la impose a milioni di connazionali come un efficace ed economica terapia antiinvecchiamento. In sintesi la pratica del tai Chi si traduce nelll’esecuzione di cosiddette “forme”, sequenze di movimenti dai nomi suggestivi… “Chi vede praticare il Tai chi per la prima volta ha l’impressione di assistere ad una danza. In realtà il Tai Chi è quello che si definisce un Arte Marziale Interna e come tale fa parte del mondo delle arti marziali”, così ci spiega l’insegnante di Tai Chi L. Autru, ed aggiunge “ A differenza delle ginnastiche occidentali, che comportano un certo dispendio di energia e quindi non sono adatte a tutti, il Tai Chi, in genere si basa su movimenti dolci, consapevoli, abbinati alla respirazione che favoriscono la circolazione dell’Energia Interna ed aiutano a rimuovere i blocchi che si trasformano prima in danno funzionale e poi in malattia organica “ spiega S. Bacetti, responsabile del Centro di Medicina Tradizionale Cinese Fior di Prugna della ASL di Firenze, “ secondo i principi della medicina tradizionale cinese, infatti, la salute dipende da una buona circolazione dell’Energia. Che può essere bloccata da vari fattori, come errori alimentari o da quelle che i cinesi chiamano energie perverse esterne: variazioni climatiche o infezioni ma anche sentimenti negativi, ossia emozioni come collera e tristezza”.
Fin qui i sostenitori di questa antica arte marziale. Ma cosa ne pensa la medicina occidentale? Anche se con una terminologia molto diversa, sembra concordare sulla sua efficacia. “La pratica del Tai Chi prevede una respirazione profonda, naturale, che ossigena a fondo l’organismo, diminuendo l’attivazione dello stress e stimolando le risposte immunitarie” spiega, ancora, Bottaccioli. Uno studio recente realizzato da M. R. Irwin dell’Università della California, a Los Angeles, su un gruppo di ultrasessantenni, e pubblicata sulla rivista Psychosomatic medicine, mostra che pochi mesi di pratica del Tai chi bastano as aumentare sensibilmente la risposta immunitaria e che sono proprio le persone più fragili a trarne i benefici maggiori. “un’altra ricerca, eseguita su paziente colpiti da Ictus” prosegue Bottaccioli ” mostra invece che il Tai Chi può essere più efficace della normale fisioterapia nel facilitare il reinserimento”. Anche una revisione della Cochrane Colaboration, l’organizzazione internazionale no profit che è forse la voce più rigorosa a difesa della medicina basata sull’evidenza sperimentale, ammette che la pratica del Tai Chi piò aiutare chi soffre di atrite perché, pur senza sconfiggere la malattia, riesce a migliorare la mobilità delle gambe e dell’anca. “ Il merito della tradizione orientale è quella di avere unificato movimento e meditazione, unendo i benefici di queste due tecniche ” dice Bacetti. Insomma, oltre al corpo, il Tai chi fa bene allo spirito, e non è detto che le due cose non siano correlate. “ Non solo da benefici per la salute, ma serve a conquistare una certa serenità interiore, a conoscere meglio il proprio corpo ed il proprio io ed a incanalare la propria aggressività in mdo positivo, combattendo ansia e disturbi psicosomatici”. Gli oncologi dell’Università di Rochester hanno messo a confronto il Tai Chi con il supporto psicologico abitualmente offerto alle donne operate di cancro al seno, per concludere che questa pratica garantisce un miglioramento della qualità della vita ed un’autostima nettamente superiore” prosegue Bottaccioli “ Mentre studi controllati su anziani, pubblicati sul Journal of American Geriatic Society, mostrano come il Tai Chi possa iutare a combattere l’insonnia ed a migliorare l’equilibrio riducendo le cadute”. Così in Olanda è appena stato avviato un ampio studio per valutare l’efficacia di questa Disciplina nella prevenzione delle fratture negfli ultrasettantenni. Senza dimenticare i vantaggi sul sistema cardiocircolatorio: i ricercatori dell’ Harvard Medica School hanno esaminato un gruppo di pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica, che hanno  seguito per tre mesi un corso bisettimanale di Tai Chi “ ottenendo miglioramenti tali da far pensare che il Tai Chi debba essere aggiunto alle terapie standard previste per questo disturbo“ sottolinea Bottaccioli.
Salvo casi particolali il Tai Chi non ha controindicazioni e può essere praticato a tutte le età. “Anche se per cominciarlo in età molto avanzata occorre un certo impegno” avverte L. Autru “mentre chi già lo pratica può servirsere per invecchiare bene: d’altra parte il fine ultimo del Tai Chi è proprio allugare la vita”.