Quando si parla di Tai Chi si parla di una disciplina antichissima.
La tradizione popolare vuole che il Tai Chi sia stato creato attorno all'anno 960 da Chang San Feng, un monaco taoista esperto di arti marziali. Egli ebbe modo di assistere al combattimento fra un serpente ed una gru. Il serpente, con movimenti sinuosi, lenti e continui, si sottraeva ai secchi colpi di becco dell'uccello. Il monaco comprese che in un combattimento la morbidezza e la flessibilità prevalgono sulla durezza e sulla forza; applicando questi principi alle arti marziali creò il Tai Chi.
Nella fase di trasposizione e sviluppo il Tai Chi ebbe una graduale evoluzione in molte scuole o stili, dando origine a 6 stili principali: Chang, Yang, Wu, Sun, W’u Wudang. La scuola Yang attua soprattutto le forme armoniche ed i movimenti lenti, simili a passi di danza, mentre la scuola Chen, invece, predilige l’aspetto marziale, con movimenti più dinamici.
Due sono le forme a mani nude, la forma lunga e la forma breve. La forma lunga consta di 108 movimenti in sequenza effettuati individualmente in maniera circolare. La forma breve è invece stata creata negli anni ’60 scegliendo i 24 movimenti più significativi della forma lunga.
Oltre a queste vanno ad aggiungersi quelle con le armi: la forma base di spada, la forma di bastone, il ventaglio. Inoltre il Tai Chi comprende: il Tui Sho, mani che spingono, esercizi a coppie dove, durante la pratica, si impara a controllare e guidare la forza in sinergia allo Yi, l’intento della mente per dirigere il Qi (energia interiore) ed il Qi Gong, che prevede vari metodi di allenamento per sviluppare la forza interiore.
Il Tai Chi della scuola vietnamita o, più precisamente, il cosiddetto Hièp khi -Thai cuc, coincide con quella che in Viet Nam è ritenuta «l'arte del Mantenimento della propria vitalità».
Esso nasce dalla fusione del Tai Chi cinese e le arti marziali vietnamite che si ispirano ai principi dello hiép khi (convergenza di energie interne) e del thai cuc, «ultimo supremo» o «meditazione in movimento».
Uomini e donne di ogni età praticano, oggi in Vietnam, questa sorta di «ginnastica dolce» incentrata su movimenti lenti, fluidi e rilassanti che apportano una sensazione di benessere e contribuiscono a migliorare la salute.
I benefici del Tai Chi vietnamita non sono soltanto fisici ma anche mentali, poiché contribuiscono ad attenuare lo stress e a superare, attraverso il rilassamento, determinati disagi psicologici.
La vera essenza del Tai Chi vietnamita tuttavia, coincide con l'attitudine di questa arte millenaria a ricercare l'armonia fra corpo e spirito. Associato ad un regime alimentare adeguato, basato sui principi dello Yin e dello Yang, il Tai Chi vietnamita può contribuire a risolvere numerosi problemi di salute quali ad esempio disturbi ossei, muscolari o circolatori, che possono essere migliorati attraverso una pratica regolare e costante degli esercizi.
Ogni movimento ritmico e rilassante fa appello a tutto il colpo. La respirazione profonda, il massaggio, i movimenti rotatori, favoriscono la regolazione del metabolismo corporeo, della circolazione e della digestione.
Il Tai Chi vietnamita agisce pertanto come medicina dolce per alcuni disturbi neurovegetativi. Creazione originale del Tai Chi vietnamita è l'introduzione della musica, nell'insieme dei movimenti prescritti. Queste «danze aerobiche», con il loro elegante apporto coreografico, attingono pertanto anche alla musicoterapia e possono contribuire sia a ridare tono al fisico, sia ad apportare un giusto grado di serenità. Sono particolarmente consigliate agli anziani e nel caso di convalescenze post-traumatiche.
Negli anni novanta il M° P.Hoang, ha codificato parte del Tai Chi vietnamita, dando vita al Viet Tai Chi.
In Italia il maggior esponente del Viet Tai Chi è attualmente il M° Bao Lan che vive ed insegna a Padova.