Il movimento e la deambulazione
La capacità di muoversi è uno dei bisogni primari dell'organismo, ne consegue che la salute dell'individuo è in stretta relazione con la capacità dello stesso di spostarsi, di modificare la propria posizione nell'ambiente, di interagire con quanto lo circonda. La visione olistica della persona permette di comprendere la relazione esistente tra il bisogno di muoversi e la possibilità di soddisfare gli altri bisogni. I bisogni più semplici, quali mangiare e respirare, come i più complessi, quali la stima di se e l'autorealizzazione, per essere soddisfatti richiedono la capacità di muoversi e di compiere delle azioni. Attività come portarsi il cibo alla bocca o vestirsi possono apparire semplici, in realtà necessitano del coordinamento e dell'azione di più muscoli contemporaneamente. Questo avviene in modo quasi automatico, perché la persona, durante la sua esistenza, apprende la capacità di muovere i segmenti articolari dosandone l'ampiezza e la forza. L'individuo riesce così a soddisfare, i propri bisogni di base, ad ottenere una maggiore sicurezza psicofisica, ad intrattenere con maggiore facilità delle relazioni sociali, a realizzare se stesso. Ogni individuo tende, durante la sua vita, a raggiungere e mantenere l'autonomia nella capacità di muoversi e di spostarsi. Il movimento, come abbiamo già visto parlando del sistema scheletrico, non è solo il risultato della semplice contrazione di quel muscolo, ma di un insieme di relazioni in cui l'inerzia ha un ruolo fondamentale e dove a determinare queste relazioni interviene l'attività d'altri muscoli del corpo oltre che la forza di gravità. E' molto importante che gli Istruttori siano a conoscenza di questi concetti, per individuare e rilevare i problemi di mobilizzazione ed aiutare l'individuo ad attuare quei movimenti che permettono di ottenere una migliore condizione di salute. La deambulazione, è il mezzo di locomozione abituale dell'uomo e permette allo stesso di spostarsi mantenendosi in posizione verticale. Tutto ciò è, normalmente, realizzato dall'individuo senza eccessiva fatica, la capacità di camminare richiede, però, delle abilità che l'individuo deve acquisire. E' perciò necessario un periodo d'apprendimento per imparare a mantenere l'equilibrio durante la deambulazione. Tale apprendimento, inizia con l'acquisire la capacità di mantenere la posizione retta, per poi arrivare ad ottenere il controllo della muscolatura, per far avanzare uno degli arti inferiori.
I fattori che influenzano le capacità motorie
Il neonato, alla nascita, non è in grado di spostarsi da solo nell'ambiente che lo circonda, poiché non ha ancora sviluppato il proprio apparato osteomuscolare e non possiede la capacità di coordinare i movimenti. In questa fase il movimento dell'uomo è limitato e finalizzato a soddisfare solo i bisogni d'alimentazione, respirazione e sviluppo psicomotorio. Successivamente con la crescita e lo sviluppo dell'apparato neuro-muscolare e di quello scheletrico, l'uomo acquista la capacità di mantenere l'equilibrio, di camminare e di compiere tutti quei movimenti anche complessi che lo caratterizzano. L'accrescimento, lo sviluppo ed il mantenimento di queste capacità, sono legati in ogni modo ad alcuni fattori ereditari ed a fattori ambientali quali le condizioni di vita ed il benessere socio economico o a patologie che insorgono durante e dopo tale sviluppo. Fattori fisici: la presenza d'alterazioni fisiche, quali malformazioni ossee o muscolari, alterazioni neurologiche, alterazioni del patrimonio genetico, possono comportare una ridotta capacità di movimento. Allo stesso modo eventi traumatici o fattori stressanti possono provocare alterazioni temporanee o definitive a carico delle ossa, dei tendini, delle articolazioni dei muscoli e del sistema nervoso. Tali eventi portano come conseguenza una riduzione parziale e a volte totale delle attività motorie, con /'incapacità da parte della persona di compiere, in parte o in tutto le normali attività della vita quotidiana. Fattori psicologici: le capacità intellettive di una persona influiscono moltissimo nello sviluppo e nel mantenimento di una corretta psicomotricità. Nel caso che queste capacità siano carenti o presentino, nel corso della vita, delle alterazioni, è possibile che vi sia un'influenza negativa sulla capacità di movimento Anche la presenza di paure, fobie, timori o avversioni può incidere sullo sviluppo od il mantenimento delle capacità motorie. Fattori socio-culturali: l'uomo nella sua evoluzione ha sempre esercitato ed espresso le sue capacità motorie e di coordinamento in quelle attività sociali che erano la caccia, la danza il gioco e le competizioni sportive. I fattori socio culturali hanno, soprattutto oggigiorno, molta influenza sullo sviluppo fisico e motorio degli individui: Pensiamo solo alla differenza tra coloro che svolgono attività lavorative sedentarie e quelli che svolgono lavori dove l'attività fisica è un presupposto necessario (agricoltura, allevamento, produzione industriale, edilizia ecc.). Fattori tecnologici-economici: lo sviluppo tecnologico ha introdotto nella vita dell'uomo nuovi mezzi e strumenti di lavoro e svago che hanno richiesto l'acquisizione di nuove abilità psico-motorie. Allo stesso tempo questo progresso ha fatto sì che l'uomo si sposti sempre meno con le sue gambe riducendo così l'allenamento verso attività quali il camminare, salire le scale ecc. ~ Fattori ambientali: l'ambiente naturale, in base alla sua diversa configurazione, in cui l'uomo vive ha sempre costituito sia uno stimolo che un limite alla sua possibilità di movimento. L'ambiente urbano a sua volta ha introdotto per l'uomo che vive in quest'ambito dei nuovi fattori sia favorenti che ostacolanti le attività ed il movimento. Le barriere architettoniche sono invece senza dubbio un aspetto che influisce in maniera molto negativa sulla qualità di vita sia dei disabili (es. gradinate) che degli anziani (assenza d'ascensori nei palazzi) e dei bambini (mancanza d'aree verdi o impianti sportivi). L'età e le abitudini personali: nell'età adulta l'uomo potrebbe esprimere al massimo le sue potenzialità motorie di coordinamento dei movimenti ma, come abbiamo già visto, molti sono i fattori che influenzano queste potenzialità. Le abitudini personali, ad esempio, possono portare ad un utilizzo solo parziale delle capacità motorie (vedi sedentarietà, utilizzo eccessivo dei mezzi di trasporto, poca o nulla attività sportiva).Con l'avanzare dell'età, le persone perdono invece progressivamente forza e capacità di coordinamento dei movimenti. La persona anziana si stanca con maggiore facilità, è spesso affetta da alterazioni osteoarticolari che ostacolano i movimenti soprattutto per la concomitante sintomatologia dolorosa. Questa situazione spesso accompagnata da un isolamento sociale si aggrava velocemente, poiché /'inattività innesca un circolo vizioso che si autoalimenta e che porta in alcuni casi all'allettamento.
Patologie psicofisiche che possono compromettere la capacità di movimento e la deambulazione
Una volta visti, quanti fattori possono compromettere la capacità di movimento e la deambulazione nell'uomo, è importante sottolineare che tali fattori possono incidere, su queste importanti abilità, non solo in età avanzata ma anche precocemente portando così l'individuo ad una grave invalidità. Le patologie infiammatorie quali artriti e periartriti colpiscono anche in età giovanile, sia per predisposizione sia a causa di una scarsa attività fisica. L'artrosi, malattia cronico-degenerativa, della quale sono affetti soprattutto le persone anziane, non risparmiano, in alcuni casi anche individui più giovani ed anche in questo caso l'inattività ne favorisce la comparsa e accelera le sindromi da immobilizzazioni nelle persone che ne sono già state colpite. L'osteoporosi, con le sue gravi complicanze, ha, tra le sue cause, anche una scarsa attività fisica e comunque, anche questa patologia, si aggrava con l'immobilità. Infine e non certo in ordine d'importanza, vi sono tutti quei disturbi psichici quali ansia e depressione, con tutte le loro complicanze fisiche (dolori cervicali, vertigini, palpitazioni ecc.) che spesso portano l'individuo a diminuire ulteriormente l'attività fisica con conseguente aumento della sintomatologia fisica e psichica. Risulta quindi evidente, da questa breve analisi, che l'uomo moderno abbia un'assoluta necessità di preservare le abilità del movimento ancora di più dei suoi predecessori poiché se è vero che la scienza con i suoi progressi, soprattutto nel campo della medicina, ha portato ad un allungamento della vita media, è anche vero che i fattori sfavorenti, che abbiamo visto in precedenza, sono aumentati a causa di un diffuso stile di vita piuttosto sedentario, associato ad un alto livello di stress.
Il ruolo del Tai Chi
Qual'è a questo punto il ruolo del Tai Chi?
Quali sono gli aspetti e le caratteristiche del Tai Chi che lo rendono prezioso per il mantenimento della salute?
Gli ingredienti fondamentali che costituiscono la peculiarità del Tai Chi sono, proprio, le caratteristiche dei movimenti che si eseguono nella sua pratica, ed esattamente:
La circolarità
Tutti i movimenti sono caratterizzati da un numero infinito di cerchi, curve e spirali; asse primario di qualsiasi movimento della colonna vertebrale, con le spalle e la vita rilassate ed i piedi ancorati a terra.
La lentezza
Non c’è impiego di forza, il sistema nervoso (la mente) si concentra sull’azione per una migliore percezione e fissazione del sé corporeo, attraverso la memorizzazione ed il rinforzo degli automatismi e dei percorsi motori compiuti. Inoltre il movimento lento consente una ridistribuzione del peso corporeo a livello delle anche e delle ginocchia e questo consente di sviluppare più forza e per riduzione della velocità angolare richiesta e per acquisizione di una maggiore coordinazione.
La coordinazione
Il controllo attento del movimento permette di osservare e correggere il movimento stesso, istante per istante. Qui gioca un ruolo fondamentale la propriocezione* messa maggiormente in gioco dalla lentezza e dalla continuità del movimento.
La continuità
Il collegamento tra i diversi segmenti del movimento è essenziale. La sua settorializzazione avviene solo nella fase di apprendimento della forma/sequenza; con il passare del tempo il movimento diventa sempre più morbido e ben concatenato senza interruzioni e discontinuità.
* La propriocezione rappresenta la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista. È resa possibile dalla presenza di specifici recettori, sensibili alle variazioni delle posture del corpo e dei segmenti corporei, che inviano i propri segnali ad alcune particolari aree encefaliche. La propriocezione assume un'importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo del movimento. Le alterazioni della propriocezione determinano sul piano clinico i sintomi dell'atassia.
Apparati e fattori sui quali la pratica del Tai Chi può agire positivamente
Apparato Locomotore: la pratica costante del Tai Chi risulta salutare sia per la struttura scheletrica in generale che per il mantenimento di una normale morfologia della colonna vertebrale; come prevenzione dell'osteoporosi, grazie ad un irrobustimento della struttura ossea; rafforzamento della muscolatura; mantenimento dell'elasticità e della funzionalità articolare.
Apparato Cardiocircolatorio:
riduzione della pressione sanguigna e riduzione del numero dei battiti con conseguente potenziamento dell'attività cardiaca, prevenzione e controllo dell’ipertensione arteriosa. Ampio beneficio sul ritorno del sangue venoso dalle estremità, grazie alla contrazione muscolare ed il buon utilizzo della respirazione.
Sistema Nervoso Centrale:
come abbiamo visto, in precedenza, è il SNC che presiede a tutti i movimenti del nostro corpo. La percezione e la consapevolezza del proprio corpo non si trova nell'immagine che lo specchio ci riflette. Nasce da noi dal di dentro. E' una facoltà sensoriale molto precisa della quale siamo dotati. Il SNC è caratterizzato da organi sensori dai quali riceve continui segnali. Alcuni danno informazioni sul mondo esterno, ad esempio gli occhi; altri inviano informazioni dall'interno del corpo. Ogni apparato dell'organismo ne è dotato e sono questi organi che ci danno il senso della nostra posizione nello spazio, del peso, dell'equilibrio, del movimento. Quando i muscoli e le articolazioni sono stati a lungo inattivi e rigidi, presentano recettori scarsamente funzionai i che ci forniscono in definitiva una serie d'informazioni frammentarie ed incomplete.
Con la pratica del Tai Chi, i muscoli, finalmente attivi, e quindi con recettori pienamente efficienti, ci danno la consapevolezza e la percezione precisa del nostro corpo. La pratica abituale di questa disciplina favorisce, con il sistema stimolo-risposta prima accennato, un più rapido preciso apprendimento degli schemi motori, un miglioramento della nostra capacità stessa di movimento. Inoltre il Tai Chi, attività serena e rilassante, è il mezzo ideale per combattere lo stress che oggi colpisce un po' tutti.
Apparto Gastrointestinale:
effetti positivi sulla digestione, sulla peristalsi esull'assorbimento intestinale.
Apparato Respiratorio:
benefici diretti sul polmone, grazie ad un'espansione maggiore dell'organo stesso; indiretti sul resto dell'organismo, tramite una migliore ossigenazione del sangue e di conseguenza dei tessuti.
Fattori fisici:
in presenza di alterazioni fisiche la pratica del Tai Chi può essere un valido strumento di recupero funzionale o di miglior utilizzo della funzionalità residua.
Fattori psicologici:
abbiamo già visto che le capacità intellettive di una persona sono strettamente legate al mantenimento di una corretta psicomotricità; di conseguenza ad un recupero o al mantenimento delle capacità motorie corrisponde un miglior equilibrio psicologico.
Fattori tecnologici, economici ed ambientali:
il Tai Chi fornisce all'individuo la possibilità di poter evadere da quella sedentarietà che il progresso e la mancanza di spazi idonei al movimento impongono all'uomo di oggi.
Fattori socio-culturali:
praticare il Tai Chi significa anche socializzare e vivere con gli altri questa meravigliosa arte. Comunicare è uno dei principi su cui si fonda il Tai Chi e comunicare permette all'individuo, anziano e non, di fuggire da un possibile, quanto funesto auto isolamento.